UN SUICIDIO INSCENATO

DI LEONARDO CECCHI

 

Vollero far credere che si fosse suicidato.
Un bravo ragazzo, un medico promettente. Una persona onesta. Ritrovato con il volto pesto, senza più vita.
Per vent’anni, nessuno ha saputo cosa fosse accaduto ad Attilio Manca, ritrovato nel 2004 in una stanza a Viterbo con un “suicidio” inscenato.
Oggi, dopo anni di buio, salta fuori un’intercettazione: “fategli la doccia”. Era la frase che i mafiosi si ripetevano al telefono.
Lo avrebbero fatto perché Attilio disse di no: non volle curare il boss Provenzano. Non volle averci niente a che fare. Perché non era un mafioso e non voleva avere niente a che fare con la mafia.
Il coraggio di dire di no al boss lo pagò con la vita. E con l’umiliazione della memoria, dato che i mafiosi per decenni hanno provato a infangarne il ricordo.
Oggi la famiglia può sperare di avere giustizia.
Oggi un primo passo è stato fatto.
A loro, che non hanno mai smesso di lottare, un abbraccio.
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