IN RICORDO DELL’AMORE DI MAZZINI NELLA TRISTEZZA DEI SUDDITI DI UNA REGINA CHE “GIUBILA”

DI LIDANO GRASSUCCI

 

Bruceremo le chiese e gli altari

bruceremo i palazzi e le regge

con le budella dell’ultimo prete

impiccheremo l’ultimo re

 

Mi fanno vedere ovunque immagini della Regina d’Inghilterra e della sua famiglia. Mummie e attori palestrati, intrighi inventati, inutilità certa. Dice che festeggiano il giubileo di platino del regnare di Elisabetta II.

Sono figlio di Mazzini, e le parrucche non mi piacciono nella loro pretesa di essere unti dal Signore a capo dei cristiani che invece fummo fatti tutti in egual modo per atto d’amore.

Sono repubblicano e sto con Bruto che difendeva la Repubblica in odio a Cesare che si voleva fare imperatore.

Sono repubblicano perché siamo tutti con il medesimo sangue che ci fa eguali ma diverso amore che ci fa non superiori a nessuno.

Vedo gente genuflettersi davanti ad una donna che dice di avere sangue blu, e invece è rosso. La libertà non è una parata o un concetto ma una fede, la repubblica è la mia fede. Quindi trovo ridicoli tutti quelli che guardano questo teatro di sepolcri non viventi.

Rispetto una vecchia signora, odio la regina e i re.

Sono di un altro amore e cittadino ma non suddito.

E rendo omaggio al padre di questa mia repubblica che è Giuseppe Mazzini e di lui disse il suo nemico Klemens von Metternich il generale suddito dell’imperatore d’Austria che si trovò davanti un libero italiano

Ebbi a lottare con il più grande dei soldati, Napoleone. Giunsi a mettere d’accordo tra loro imperatori, re e papi. Nessuno mi dette maggiori fastidi di un brigante italiano: magro, pallido, cencioso, ma eloquente come la tempesta, ardente come un apostolo, astuto come un ladro, disinvolto come un commediante, infaticabile come un innamorato, il quale ha nome: Giuseppe Mazzini.

Era innamorato della Repubblica e dell’Italia e nessun Re di questa terra può vincere un innamorato, un uomo libero.

Da:

5 Giugno 2022