SIAMO DONNE MA NON TUTTE SANTE

DI RITA NEWTON

 

A Napoli due ragazze sono state sfigurate con l’acido da una band con mandante una donna, la zia ventiduenne delle due ragazze, maggiori di 24 anni. Movente una vendetta nella lunga faida familiare. Nella band motorizzata, a quanto pare, sei giovani, di cui tre femmine e tre maschi.
L’uomo morto nel pozzo sarebbe stato vittima della moglie e della figlia in concorso con il genero. La completa dinamica dei fatti e le responsabilità individuali sono ancora da accertare.
Una delle tre figlie di una donna 84enne ritrovata per metà fatta a pezzi in una vasca è stata sopposta ad un fermo con l’accusa di omicidio, vilipendio e occultamento di cadavere.
Ad aprile tre ragazze e un ragazzo hanno picchiato a sangue una compagna dopo mesi di vessazioni mentre in precedenza due ragazze, di 14 e 11 anni, avevano aggredito violentemente due loro coetanee all’uscita della scuola media, girando e poi pubblicando online il video delle violenze.
Quello che emerge da questi episodi, che sono solo alcuni esempi, (e da quelli delle maestre violente che in varie città d’Italia picchiavano o maltrattavano bambini disabili e non), è che non siamo tutte buone e che a volte alla sbarra una donna ci va perché colpevole di violenza, su donne, su uomini o su bambini.
Fa male alle donne davvero abusate e davvero accusate ingiustamente il supporto che viene dato da alcune(i) ad altre donne aggressive o bugiarde ma sostenute a prescindere dalle stesse che etichettano le donne che scrivono quello che ho appena scritto io come succubi del patriarcato mentre si attengono solo alla realtà dei fatti.
Il tifo a squadre (femmine contro maschi, in questo caso) è una malattia proprio come il tifo patologia medica.
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