IL VAIOLO DELLE SCIMMIE NON E’ PANDEMIA

DI RITA NEWTON

 

La preoccupazione che il vaiolo delle scimmie sia un nuovo caso Covid appare infondata, benché la parola vaccini abbia fatto scattare l’allarme in chi non ha voluto vaccinarsi per la pandemia.
Anche se per i media l’occasione è ghiotta per notizie allarmistiche e per interpellare esperti e meno esperti, sul sito del ministero della sanità si parla quasi esclusivamente di Covid e non c’è nessun allerta, anche perché nella pandemia, il cui virus si trasmetteva anche solo restando per un certo tempo in una stanza con elevata presenza di droplets infette, c’era un elevato rischio complicazioni polmonari e di decesso, in questo caso la guarigione avviene in poche settimane senza farmaci.
La pagina del sito ministeriale che ne parla riporta che: “Il virus si trasmette attraverso un contatto stretto con un caso sintomatico. L’eruzione cutanea, i fluidi corporei (come liquido, pus o sangue da lesioni cutanee) e le croste sono particolarmente infettivi.
Ulcere, lesioni o piaghe della bocca possono essere infettive e il virus può diffondersi attraverso la saliva o attraverso droplet (goccioline respiratorie) in caso di contatto prolungato faccia a faccia (a maggior rischio gli operatori sanitari, i membri della stessa famiglia e altri contatti stretti dei casi confermati). Il vaiolo delle scimmie può essere trasmesso anche con contatto diretto tra le lesioni durante le attività sessuali.”
Ovviamente non se ne poteva non parlare e non dire a chi voglia farli che ci sono vaccini appositi, visto che quello che veniva somministrato a suo tempo non era più disponibile dopo l’eradicazione del vaiolo umano, ma il timore che ci sia una nuova pandemia con lockdown e emergenze nazionali e campagne vaccinali semiobbligatorie non ha ragion d’essere.