L’ALTRA MAFIA

DI RITA NEWTON

 

Nei dizionari, oltre alla definizione a tutti nota del termine mafia, ce n’è un’altra. Prendo quella del Treccani: “Tendenza a sostituirsi alla legge con l’azione o il prestigio personale, per lo più attraverso la formazione di consorterie, e con atteggiamenti di boriosa insolenza”.
Anche questo tipo di mafia è pervasivo.
Dai sistemi di voto di scambio al caporalato, dalle corruttele sistematiche alle ruberie organizzate nella PA, ma anche certe forme di mobbing, ovunque ci siano minacce e intimidazioni che siano plausibilmente concretizzabili, ovunque ci siano atteggiamenti concordemente omertosi su soprusi e illegalità, si tratta di mafia.
Opporsi non è facile, se si è soli. Gandhi diceva “Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci”.
La prima parte descrive quello che spesso accade (con l’aggiunta della diffamazione a scopo di delegittimazione), sul “vinci” ci sarebbe da dire, perché se si è soli occorre raccogliere tutte le prove e poi essere disposti a passare attraverso anni di procedimenti legali avendo tutti contro.
Se si è supportati si hanno maggiori probabilità di farcela, ma in quei contesti è spesso difficile trovare qualcuno che abbia visto o sentito e sia disposto a parlare.
Ne ho viste e fatte tante, di battaglie. Qualche volta il rischio era davvero alto, con minacce di morte ad amici coraggiosi, anche se non era la criminalità organizzata propriamente detta, a farle. Altre volte la minaccia era di licenziamento o trasferimento a centinaia di chilometri di distanza o condizioni di lavoro invivibili. Forse ne ho già parlato.
Vorrei ricordare oggi anche tutti questi eroi meno noti, persone qualsiasi che decidono di non accettare i soprusi e di combattere per la comunità rischiando tanto a livello personale.
Per tutti ricordo Franco, un caro collega dallo sguardo onesto come il suo nome, che per un insieme di combinazioni sfavorevoli non potei aiutare adeguatamente e che fu tanto debilitato dalla sua battaglia a difesa dei più deboli (alla fine sostanzialmente vinta) da ammalarsi e morirne a soli quarant’anni.
Probabilmente se avesse ricevuto un maggiore aiuto le cose sarebbero finite diversamente.
A tutti i Franco di questo disgraziato paese, grazie.
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