NON VEDO, NON SENTO, STRAPARLO

DI RITA NEWTON

 

La guerra ha rovinato la piazza ai personaggi che cercano di restare a galla nei media, perché le notizie dal fronte, normali o pompate, quelle sull’aumento del costo dell’energia e la faccia di Zelenskii e dei vari più o meno esperti di geopolitica tappezzano ormai tutte le pagine dei giornali lasciate libere da tronisti e influencer.
Ecco che per “bucare” lo schermo si deve essere pateticamente esagerati, sparandola più grossa degli altri, senza guardare la realtà, come sui salari da fame o sull’età sempre più infantile a cui costoro auspicano che i ragazzini comincino a lavorare. Non faccio nomi, tanto li sapete, e poi penso sia proprio questo il movente di questi soggetti, apparire.
Per alcuni alla consapevolezza dell’oblio (tranne che fra i loro quattro fan d’antan) si accompagna un principio di demenza senile, come il noto comico (non Grillo) che vuol fondare un partito e che in alcuni video si mostra sussiegosamente come guru di nuovi sentieri parascientifici.
Ci sono poi le “esperte” di geopolitica che si negano al confronto in TV. Con sprezzo non del pericolo, ma per gli interlocutori, una volta che potrebbero mostrare la competenza di cui si fregiano, scelgono di non partecipare, così risultando ancor più visibili degli opinionisti che in TV vengono sommersi dal marasma di opinioni, e non dovendosi nemmeno prendere la responsabilità di argomentare le loro posizioni.
E’ questa l’altra faccia della crisi dell’informazione.
“Non vedo, non sento, non parlo (o straparlo)”.
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