9 MAGGIO: GIORNATA D’EUROPA- COSA C’E’ DA FESTEGGIARE?

DI RITA NEWTON

 

Oggi si dovrebbe celebrare la Festa d’Europa, e sarebbe bello farlo per le motivazioni che fecero vincere all’UE il premio Nobel per la pace 2012: “per aver contribuito a trasformare la maggior parte dell’Europa da un continente di guerra in un continente di pace”. O sarebbe bello farlo per tutte le volte (e sono tante) in cui l’europarlamento o la Corte UE hanno tutelato i diritti dei cittadini dell’Unione.
Tuttavia negli ultimi mesi le cose sono molto cambiate, l’Europa è in guerra e mi pare di vedere solo delusioni e macerie (figurate), nonostante le dichiarazioni dei vertici europei di voler aprire a nuovi paesi, alcuni dei quali hanno già chiesto di entrare.
Questi ingressi annunciati sono frettolosi o forzati (anche perché alcuni dei paesi richiedenti non hanno i requisiti) e non sembrano avere lo spirito giusto, perché rispondono ad esigenze emergenziali e contingenti di tutelarsi dall’orso russo per chi li chiede o di mostrare i denti al Cremlino per i vertici UE.
Per il resto, l’Unione europea sembra il cagnolino di Biden, il quale di continuo dichiara di star guidando gli altri Paesi del mondo contro l’aggressore russo, senza riconoscere la UE come soggetto a sé.
Vediamo invece il ricorso ad altre dittature (Turchia, Arabia Saudita) per risolvere questioni pratiche, come il problema del gas, il che comporta il chiudere un occhio sulle violazioni dei diritti umani che vengono commesse in quei paesi e che proprio per questo si sono intensificate dopo tali accordi.
Quasi da nessuna parte, invece, si vede quella volontà e capacità di soluzione diplomatica dei conflitti degna dei principi con cui la UE è nata e che ha comportato a suo tempo, grazie al lavoro di tanti, l’assegnazione del premio Nobel per la pace.