MADE IN AMERICA: LUI UCCIDE LEI, LUI SALVA LUI

DI RITA NEWTON

 

In Portorico la ragazza aveva detto alla mamma di essere incinta e che il suo amante, un giovane pugile olimpionico, l’avrebbe incontrata di lì a poco per vedere il risultato del test di gravidanza. Poi più nulla, fino a che, due giorni dopo, il corpo di lei è stato ritrovato in condizioni tali che è stato necessario ricorrere alla dentatura per effettuare un riconoscimento.
In base al GPS, ai video stradali e infine ad una testimonianza, gli inquirenti hanno ricostruito tutto l’orrore della fine della giovane.
Appena incontratisi, il pugile l’ha presa a pugni in volto, e, con un complice l’ha rapita e legata ad un peso iniettandole una mistura di droghe, buttandola poi da un ponte e sparandole mentre cadeva in acqua.
Nel vicino Maryland, su un ponte, un incidente stradale ha coinvolto una famiglia di otto persone sbalzando un infante dall’auto su cui viaggiava e facendolo finire direttamente in acqua. Un passante si è precipitato a tuffarsi riuscendo a ripescare ancora vivo il piccolo, ora in ospedale.
Mi ha colpito il legame fra le due vicende quasi contemporanee e geograficamente vicine: la presenza di giovani vite, dell’acqua e di un ponte.
Ma mi ha colpito anche la differenza: c’è chi le persone le uccide, con premeditazione, crudeltà e senza il minimo scrupolo, e chi le salva in uno slancio di abnegazione.
Il nome dell’eroico passante non è stato divulgato e i giornali lo chiamano solo “un samaritano”. D’altronde è improbabile che egli cercasse la fama.
L’altro invece la fama la cercava e forse proprio per questo ha voluto eliminare due ostacoli alla propria carriera.
Tuttavia il suo nome non sarà noto per una vittoria olimpionica – che a questo punto non avrà più – ma per il feroce omicidio della giovane donna incinta di suo figlio.
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Potrebbe essere un'immagine in bianco e nero raffigurante 1 persona e corpo idrico
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Umberto Siniscalchi, Claudia Saba Due e altri 2
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