3 MAGGIO – GIORNATA MONDIALE DELLA LIBERTA’ DI STAMPA

DI RITA NEWTON

 

“Solo una stampa libera e non soggetta a limitazioni può efficacemente denunciare gli inganni da parte del governo”, scrisse nel secolo scorso Hugo Lafayette Black, politico e giudice della Corte Suprema USA.
Qualcuno però ha capito male, ha pensato che libertà di stampa significasse scrivere parole in libertà, delegittimare, rivittimizzare, falsificare la realtà dei fatti o inventare storie di sana pianta spacciandole per vere, magari vendendosi al miglior offerente… “Il giornalista è colui che distingue il vero dal falso… e pubblica il falso.” scriveva Mark Twain riguardo questi personaggi.
Qualcun altro ha pensato che chi esercita davvero la libertà di stampa andasse eliminato e così ha posto fine alle vite di Giancarlo Siani, Pippo Fava, Walter Tobagi, Mario Francese, Ilaria Alpi, Mariagrazia Cutuli, Miran Hrovatin, Lourdes Maldonado López, Veronica Guerin, Ruhollah Zam e con loro di migliaia di altri giornalisti in tutto il mondo.
“Certe volte, le persone pagano con la vita il fatto di dire ad alta voce ciò che pensano” scrisse Anna Politkovskaja “Non sono la sola ad essere in pericolo”.
Qualcuno infine ha incarcerato chi di quella libertà ha fatto un impegno coraggioso come Judy Miller, Shane Bauer, Katerina Borisevich, Maziar Bahari, Zhang Zhan, Sepideh Gholian e tanti altri, puniti per le loro inchieste o per costringerli a rivelare le loro fonti.
E questo è avvenuto sia nelle dittature che in quelle che consideriamo democrazie, dove non sempre, evidentemente, si accetta che “I media hanno il diritto-dovere di pubblicare per informare la collettività.” (Julian Assange)
E poi ci sono quelli che onorano la professione e cui viene comunque, ad un certo punto, messo un bavaglio. Successe ad Enzo Biagi, di cui, per chiudere, voglio ricordare un pensiero indicativo del perché la sua carriera in RAI fu stroncata: “Considero il giornale un servizio pubblico come i trasporti pubblici e l’acquedotto. Non manderò nelle vostre case acqua inquinata.”
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