CASERMA NELL’AREA PROTETTA DI SAN ROSSORE: UNA PROPOSTA ALTERNATIVA

DI RITA NEWTON

 

Ricorderete la petizione che vi ho segnalato per chiedere al governo di risparmiare l’area di 730 mila metri quadrati compresa nel parco protetto di San Rossore, in provincia di Pisa, che con D.P.C.M. del 14 gennaio 2022 è stata individuata come sito per la realizzazione di un’opera destinata alla difesa nazionale, che secondo la stampa, comprenderebbe fra l’altro una caserma per vari reparti dei Carabinieri, due poligoni di tiro, edifici per l’addestramento del personale militare e una pista di atterraggio per gli elicotteri su un’area presso il centro radar dismesso di Coltano.
Quella della petizione – che ha superato le 97000 firme in pochi giorni, resta una delle strade percorribili ma nel frattempo l’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) ha inoltrato il 21 aprile 2022 una specifica istanza di accesso civico, informazioni ambientali e adozione degli opportuni provvedimenti riguardo al progetto, coinvolgendo i Ministeri della Difesa, della Cultura, della Transizione Ecologica, la Regione Toscana, il Comune di Pisa, la Soprintendenza per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Pisa.
L’area attualmente è sostanzialmente a destinazione agricola e rientra nel parco naturale regionale di Migliarino, San Rossore, Massaciuccoli ed è tutelata con vincolo paesaggistico, sottolinea l’associazione di avvocati, e le installazioni militari destinate alla difesa nazionale non sono necessariamente assoggettate alle procedure di valutazione degli impatti sull’ambiente ma devono essere autorizzate sotto il profilo paesaggistico.
Il Gruppo di intervento giuridico ha avanzato alle Autorità nazionali competenti la proposta di considerare ubicazioni alternative per le nuove installazioni militari, per difendere un’area di rilievo ambientale e per combattere realmente il consumo del suolo: nello stesso territorio comunale di Pisa, per esempio, potrebbero essere riqualificate la Caserma Arlati e l’area Expo di Pisa, soluzioni che sarebbero rispettose dell’ambiente e più funzionali ed economiche.