PER I BAMBINI SOLDATO DI TUTTE LE GUERRE E PER TUTTE LE LORO VITTIME

DI RITA NEWTON

 

Luk beve. Beve tanto alcool, per annegare la paura e combattere il freddo del cuore e della notte. Fino a ieri giocava con gli amici in caserma, dove aveva trovato un rimedio alla povertà, e a diciassette anni le esercitazioni militari gli sembravano un gioco. Ora lo hanno mandato al fronte ad ammazzare gente come lui e se non lo farà la sua famiglia sarà a rischio prigione o morte.
Ali si fa di colla per respingere i ricordi del suo bel villaggio e di come fu raso al suolo e la gente fatta a pezzi. Non potrebbe permettersi droghe migliori, perché non ha una paga, soltanto il vitto e un giaciglio sotto le stelle nella notte calda. E il fucile nuovo in mano, quello sì, quelli ne arrivano sempre. E poi ha undici anni, a undici anni non si lavora.
Poi si trovano davanti il nemico. I capi incitano all’attacco, a fare o a non fare prigionieri.
Avanti, facciamoli fuori, gli odiati nemici! Si gettano nella mischia, anzi la fanno loro, la mischia, in cui succede di tutto. Spari, grida e dopo altro alcool o colla, stupri e violenze, non importa su chi.
Per Luk è la propaganda e la paura di quello che faranno a sua madre se diserta, e poi l’alcool per superare l’orrore riversando sui “nemici” la sua rabbia verso il governo. Per Ali è quotidianità. Lui sua madre ha dovuto ucciderla mentre gli gridavano di farlo e aveva una pistola puntata alla tempia. Dopo quello, e con la colla in corpo, non sente più nulla.
Forse.
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(Rita Newton per i bambini soldato di tutte le guerre e per tutte le loro vittime)
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