PROFUGHI VERI, FINTI E TANTA IPOCRISIA

DI NICOLETTA AGOSTINO

 

Al solito Salvini e Meloni hanno il coraggio di dire ciò che nessuno dice, e cioè che ci sono profughi “veri” e profughi “finti”, dentro guerre di serie A e guerre di serie B. Loro lo dicono così, usando quella grammatica, perché hanno interessi di propaganda politica anti immigrazionista e xenofoba da alimentare.

La sinistra lo dice celebrando la risposta unanime alla guerra contro la Russia e alimentando la retorica ipocrita dell’Europa unita quando e se ci sono da mandare eserciti e armi, questa volta non armi di difesa ma offensive.

Ma quello che è chiaro a tutti è che si tratta di due facce dello stesso nazionalismo populista. Che ovviamente non ha a che vedere con il salvare vite, ma con la difesa identitaria della patria, dei confini, con il militarismo che alimenta il mercato delle armi e della guerra.

Questa Europa unita è la stessa Europa che ha taciuto di fronte al filo spinato e agli idranti usati per i respingimenti, ai treni merce su cui sono stati caricati i profughi di guerre altrettanto vicine alle nostre, alle morti nel Mediterraneo di donne, uomini e bambini con la pelle di un colore diverso dal nostro. La stessa Europa che ha consegnato 6 miliardi di euro a Erdogan per fare prigionieri. L’Europa che vota per rifinanziare “missioni” con soldi che vanno ad aguzzini per allestire lager e torturare esseri umani.

Salvini e Meloni e le loro distinzioni tra chi muore per una guerra vera e chi no mi fanno orrore, ma anche quelli che sotto la retorica dell’Europa che decide e parla una sola voce, raccolgono aiuti umanitari e fanno appelli contro la guerra, mentre foraggiano uomini ed eserciti con le armi non sono da meno. Almeno i primi non sono ipocriti.