STUDENTI UCCISI, STUDENTI ZITTI E PONZIO PILATO

DA REDAZIONE

 

Dopo la morte di un altro studente in alternanza scuola-lavoro vorrei sottolineare un grave problema trasversale alla società e alla politica odierna che vanno al di là della questione alternanza. Penso infatti che come società e come politica abbiamo dimenticato il senso di responsabilità e che questo sia vergognoso.

Dei giovanissimi sono morti per responsabilità di qualcuno, del datore di lavoro, del legislatore o di entrambi, e quando i giovani vanno a chiederne conto alla politica e a tutto il sistema che sta intorno all’alternanza, arrivano le cariche e manganellate della polizia e la ministra si chiama fuori dalle sue responsabilità mentre ai poliziotti che le hanno attuate non è possibile attribuire responsabilità individuali essendo irriconoscibili sotto il casco. Analoghi comportamenti si verificano con i morti sul lavoro e con i migranti morti in mare, per fare altri due esempi.

Siamo circondati e governati da tanti Ponzio Pilato, l’unico personaggio che mi pare resti davvero sempre in piedi della tradizione cristiana laddove i politici che dicono di difenderla si stracciano le vesti per l’eutanasia. Infatti si contrasta una morte scelta consapevolmente da persone sofferenti e prive della possibilità di guarire, ma si guardano senza fare niente (non parlo delle mere parole) le morti annunciate che si sarebbero potute prevenire, mentre si attacca chi protesta contro queste morti e punta il dito verso i responsabili.

Per me sono questi gli enormi problemi alla radice di tutto. Perché se non ci si prende più le proprie responsabilità di garantire la sicurezza ovunque ci sia uno studente o un lavoratore o un altro essere umano la cui vita o sicurezza dipenda da altri, e si aggredisce chi protesta pacificamente, lo studente o il lavoratore o il migrante continueranno a morire e ad essere feriti. Perché può succedere anche a scuola, con il soffitto che ti cade sulla testa (e lo studente il giorno dopo il diploma diviene comunque un lavoratore soggetto agli stessi rischi) o prendendo una manganellata in testa durante una protesta pacifica.

Cari Ponzio Pilato, la responsabilità è quello che distingue l’adulto dal bambino e il suo esercizio è essenziale, crescendo via via che il potere di gestione aumenta. Si parla infatti di “ruoli di responsabilità” e questo ha un significato ben preciso, su cui forse molti non hanno mai riflettuto.

E’ questo che, qualsiasi argomento usino; i ragazzi, in piazza e con le occupazioni, e pure sopportando stoicamente le cariche della polizia, stanno facendo: richiamano ciascuno alle proprie responsabilità.

Rita Newton