DEBITO PUBBLICO IN CALO DI 16 MLD A NOVEMBRE, SOTTO LA SOGLIA DEI 2.700 MLD

DI VIRGINIA MURRU

 

Si tratta dei dati diffusi dalla Banca d’Italia, nella sezione ‘Finanza pubblica: fabbisogno e debito’. E’ certamente una buona notizia la riduzione del debito, ovvero il ‘monster’, ed  è per ovvie ragioni uno degli obiettivi dell’esecutivo.

Lo stesso presidente del Consiglio Mario Draghi, sul finire del 2021 aveva affermato che il debito era in ‘lieve discesa’, e che, secondo il suo assioma finanziario, ‘il problema del debito pubblico elevato si affronta incentivando la crescita’.’ I numeri gli danno ragione, dato che con la crescita del Pil nel 2021, il rapporto debito/Pil si è ridotto, e così sarà anche per il deficit nel corrente anno.

Di fatto il debito pubblico, secondo le rilevazioni di Bankitalia relative al mese di novembre 2021, risulta in calo di 16 miliardi di euro, rispetto al mese precedente (calo mensile). In termini di numeri si tratta di 2.694,2 miliardi. Quello che ci si augura è che non sia un freno temporaneo, ma un trend che si riesca a tenere stabile nel tempo. I responsabili delle statistiche di Palazzo Koch spiegano che la riduzione di liquidità del Tesoro, ha compensato il fabbisogno delle PA.

Secondo gli esperti, nei conti pubblici si sarebbe in una fase di diminuzione del debito, situazione che si rinnova peraltro ad ogni fine anno, ed è purtroppo destinato ad un nuovo aumento nei primi mesi del 2022, almeno per il primo semestre. Gli analisti sostengono che i finanziamenti del Recovery concernenti il Pnrr, mettono in evidenze incertezze legate all’utilizzo della liquidità del Tesoro, suscettibili di influenzare le previsioni al riguardo.

A novembre, mese di riferimento, nel bilancio dello Stato sono state contabilizzate entrate tributarie pari a 43,9 mld, in aumento sul piano tendenziale rispetto all’anno precedente. Mentre nei primi 11 mesi del 2021 le entrate tributarie sono state di 403,2 miliardi, con un aumento dell’11% (ossia 39,5 miliardi), sempre rispetto all’anno precedente.

Secondo Bankitalia c’è da considerare che, oltre al quadro macroeconomico più favorevole, l’aumento delle entrate tributarie hanno fatto la differenza, anche perché una parte di imposte di competenza del 2020, sono slittate e confluite nel 2021.