DI LIDANO GRASSUCCI

Il 3 ottobre erano un’armata, il 18 erano una formidabile forza di sbarco ora… da una sono diventate almeno 4 e Coletta che doveva essere travolto è corteggiato, amato, ammirato, con maldestri tentativi di seduzione.
La destra a Latina è diventata la sua polvere: il pragmatismo “provinciale” di Forza Italia, il bisogno “ministeriale” della Lega, il rigore di facciata indotto dalla Meloni quanto sterile, e Zaccheo che “riconta”, “rancora” vivendo un allora che ora non c’è più.
Pensavo, sinceramente, che avrebbero retto un poco di più, invece eccola l’invincibile armata che si evidenzia come armata Brancaleone. La politica è spietata con le sconfitte, osanna sempre l’ultimo vincitore. Damiano Coletta che, da parte sua, non aveva certo i paracadutisti del Col. Moschin ma piuttosto i pompieri di Viggiù, si ritrova a non avere più posti tra le sue fila cosi ingrossate quale sono.
Il sabato al salto nel cerchio di fuoco a dorso nudo non c’è più nessuno, pare che tutti abbiamo camicie bianche e il nero non va più, il mondo cambia e si è passati dal mito di fondazione alla certezza della sistemazione.
Foto dal film “I pompieri di Viggiù, con Totò”

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