TUTELE DEI LAVORATORI, MAI ATTUALI COME OGGI

DI REDAZIONE

Il 6 luglio del 2015, Manuel P. si era messo alla guida del pullmino che portava a casa i suoi colleghi, dopo essere uscito da un turno massacrante, durato 19 ore, come “scaffalista” in un supermercato. Lo ripetiamo: d i c i a n n o v e ore. Manuel era esausto e purtroppo si è addormentato alla guida, il pullmino, andato fuori strada, si è poi ribaltato in autostrada causando la morte di Chiara Riccomagno, di appena 22 anni. La procura di Asti trattò sin da subito quell’incidente come “infortunio sul lavoro” iscrivendo al registro degli indagati il presidente della Elpe, colosso della logistica, ed altre otto persone delle varie #cooperative del gruppo. Tutti rinviati a giudizio per aver applicato condizioni su orari, ferie, e stipendi difformi dal contratto di lavoro nazionale nei confronti di una quarantina di dipendenti di varie cooperative. Gli imputati devono rispondere di “intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro”, si fa esplicito riferimento all’incidente stradale avvenuto nel 2015 come origine dell’indagine ed elemento di prova per i turni massacranti degli scaffalisti in supermercati e ipermercati. Si è concluso invece in questi giorni il processo per i suoi datori di lavoro, che sono stati condannati dalla giudice Claudia Beconi: il presidente della cooperativa Lugi, Fabio Massa, a un anno e 8 mesi di carcere, mentre il caposquadra Emanuele Orlando a un anno e 4 mesi. Sentenze importanti, che ci ricordano come la lotta per le tutele dei lavoratori sia quanto mai attuale e ci coinvolga tutti.

Stafania Ascari