BOOKING, TASSE PER 150 MILIONI DI EURO MAI VERSATE

DI LEONARDO CECCHI

Il signore in foto si chiama Glenn D. Fogel, amministratore delegato e Presidente di Booking.

E dovrebbe dare una spiegazione a tutta Italia. Sul perché la sua azienda, che in Italia ha guadagnato quasi 1 miliardo di euro in pochi anni, non avrebbe mai versato l’Iva, come denuncia oggi la Guardia di Finanza.

Parliamo di un buco di oltre 150 milioni di euro mai versati. Denaro con cui avremmo potuto, ad esempio, ridurre il cuneo fiscale sul lavoro, finanziare sanità, scuola e molto altro. E invece no, perché Booking è un po’ smemorata e si è dimenticata di nominare un responsabile fiscale in Italia.

Ciliegina sulla torta? Le autorità olandesi, come dicono gli investigatori della Gdf, non hanno neanche collaborato nell’indagine. Anzi. Perché d’altronde per alcuni paese proteggere le aziende che non versano tasse all’estero è un principio costituzionale.

Ancora una volta. Una battaglia seria?
Affrontare, di petto, la questione dei colossi europei e globali che prendono, prendono, prendono e non danno. Che trovano mille e più escamotage per non pagare le tasse. E con loro i paradisi fiscali.

Se fai profitto in Italia, le tasse le paghi.