LA PAS, IL DRAMMA DI LAURA MASSARO E SUO FIGLIO

DI CLAUDIA SABA

Lei si chiama Laura Massaro.
Una donna che sta lottando come una tigre contro una legge che ha deciso che un figlio, il suo, starà meglio in una casa famiglia piuttosto che con lei, sua madre.
Misteri di una giustizia ingiusta e troppo spesso incomprensibile.
Sembra impossibile eppure …
Il calvario di Laura inizia
otto anni fa quando qualcuno ha deciso di toglierle suo figlio per essere collocato in una casa famiglia.
Togliere un bambino alla mamma è un fatto gravissimo come gravissime dovrebbero essere le motivazioni per giustificare un provvedimento così drastico.
Ma Laura non ha commesso alcun reato, non è accusata di nulla.
La sua unica colpa è quella di essere stata giudicata “una madre alienante” in nome della Pas (sindrome di alienazione parentale) bocciata ultimamente dalla Corte di Cassazione perché “priva di valore scientifico”.

Eppure il Tribunale dei minori di Roma ha emesso il decreto di allontanamento del bambino da Laura, senza curarsi della sentenza definitiva della Corte di Appello che sospendeva il precedente decreto ritenendolo “fortemente lesivo del benessere psicofisico del bambino”.
In favore di Laura si sono mossi centri anti violenza e molti esponenti politici.
La senatrice del Pd Valeria Valente, presidente della commissione Femminicidio e violenza di genere, che si sta occupando della vicenda, ritiene sia un errore gravissimo togliere un bambino a sua madre per collocarlo in una casa famiglia.
Le parlamentari del M5S componenti della Commissione Affidi si dichiarano “sbalordite” dalla decisione del Tribunale dei Minori di Roma.
Da domani, in ogni momento qualcuno potrà prelevare il bimbo di Laura, anche con la forza, e portarlo via.

Stefania Ascari, capogruppo della commissione bicamerale d’inchiesta sulle attività connesse alle comunità di tipo familiare che accolgono i minori, ha incontrato più volte Laura Massaro mentre l’associazione (D.i.R.e.) ha inviato una lettera aperta al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, alle ministre della Giustizia Marta Cartabia e delle Pari opportunità Elena Bonetti.
La storia di Laura è l’ennesima ingiustizia contro una donna che decide di denunciare violenza, abusi e maltrattamenti.
Una delle tante donne a cui vengono tolti i figli perché giudicata “madre alienante” nonostante la Corte di Cassazione abbia ritenuto la Pas (sindrome di alienazione parentale)
“priva di alcuna validità scientifica”.

Ma i tribunali continuano ad usarla contro le donne che denunciano. Sarà un caso?
Altra violenza.
Reiterata e più subdola di quella già subita.
Perché commessa ai danni delle donne e dei loro figli, proprio da chi dovrebbe invece proteggerli dalla violenza.