FEDEZ, I TESTI OMOFOBI E GLI ALTRI “PECCATI”. MA LUI SI DIFENDE E ATTACCA

DI CINZIA MARONGIU

Fedez di qui, Fedez di là. Tirato in ballo su tutto e da tutti, osannato, criticato, interpellato, sfidato. Chi vorrebbe che il caso del rapper milanese, protagonista dal palco del Concertone del Primo Maggio di una clamorosa denuncia di censura da parte della Rai e di un attacco frontale alla Lega, rea di fare ostruzionismo al Ddl Zan sull’omotransfobia, fosse rapidamente dimenticato, può mettersi l’anima in pace. Fedez non ha nessuna intenzione di stare buono e zitto, tanto più che anche quando ci provasse, sono migliaia i tweet, le interviste, i commenti, le rivelazioni che lo chiamano in causa e che lo costringono in qualche modo a intervenire.

Prima tra tutte, la questione dei testi omofobi da lui stesso firmati anni fa. Ce n’è uno in particolare che gli viene continuamente rinfacciato come “prova” della sua omofobia e di una giravolta a 360 gradi in tema di diritti. Si tratta di “Tutto il contrario”, in cui tra l’altro scriveva: “Mi interessa che Tiziano Ferro abbia fatto outing. Ora so che ha mangiato più wurstel che crauti”. Fedez ovviamente non ci sta e chiarisce, ma lo aveva già fatto nei giorni scorsi, che quel brano lo aveva scritto quando aveva 19 anni e che da allora molte cose sono cambiate.
Non solo. “Il testo non è omofobo perché affermo esattamente tutto il contrario di ciò che penso, proprio come dichiarato nel titolo. Era una provocazione”, spiega pazientemente facendo un’analisi anche di altri suoi testi che gli vengono vomitati in faccia con l’evidente tentativo di disinnescarne la potenza comunicativa e l’indubbio consenso bipartisan di cui gode da qualche giorno anche in campo politico.
Ma poi fa anche autocritica: “Amici leghisti, ho peccato anche io. Da giovane ho sicuramente detto delle cose omofobe”. E ancora: “Mi fa strano dover rendere conto di una canzone che ho scritto dieci anni fa, a 19 anni si è delle persone completa-mente diverse e ci si esprime con termini e toni completamente diversi. Certe cose oggi non le rifarei uguali”.
Poi però in un rigurgito polemico continua a bersagliare il suo “nemico” di sempre, Matteo Salvini e la sua Lega. Così rinfaccia: “Volete andare a rimestare nel mio passato proprio voi, quando il vostro leader qualche tempo fa fece un video in cui cantava “Napoli m…, Napoli colera, sei la ver- gogna dell’Italia intera”. E oggi invece va a Napoli a chiedere i voti ai napoletani e vuole governare il Paese”.

Poi c’è la questione della macchina. In tanti gli rinfacciano di avere una Lamborghini, auto-status symbol del suo essere ricco e privilegiato. Così, esasperato, Fedez annuncia: “Ok, vendo la Lamborghini. Tanto più che la uso molto poco. Se mi compro la Panda posso avere il diritto di dire ciò che penso?”.

“Il video di Grillo? Ecco cosa ne penso”

Altro tweet e altra polemica da disinnescare. Stavolta si chiama in ballo Grillo e il video in difesa del figlio accusato di stupro che in realtà era un atto di accusa nei confronti della ragazza che ha denunciato. Così a chi lo provoca rinfacciandogli di aver supportato i 5 Stelle in passato e di essere silente “sui diritti delle donne quando si tratta di politici che ha sostenuto”, Fedez risponde sferzante sempre su Twitter: “Grillo ha detto cose terribili ed aberranti, non esiste giustificazione. Ma esiste una lista di temi a cui devo dare una risposta prima di esprimere una mia opinione. Mi spieghi, ora che le ho chiarito il punto su Grillo ho ottenuto il per messo di parlare di altro? Funziona così?”.

Non basta. Ci si mette pure Guido Crosetto. Il coordinatore nazionale di Fratelli d’Italia non vuole provocarlo ma anzi ne chiede il supporto vista l’immensa influenza mediatica e così sempre su Twitter lo sollecita a intervenire “sulla magistratura e sul Csm, sulle oltre 30.000 ingiuste detenzioni e sulle carceri italiane”. Fedez però non ci sta e gli risponde piccato: “Mi chiedo una cosa: un uomo politico che non riesce a sollevare interesse su battaglie che gli stanno a cuore al punto da dover chiedere a un povero ignorante come me, sta forse sbagliando qualcosa?”. Crosetto ribatte: “Il mio non era un messaggio condito di disprezzo, la sua risposta sì. Era semplicemente un modo per far risaltare l’incapacità della politica di sollevare temi. Cosa che invece lei fa. Ora potrebbe scusarsi”. Arrivano le scuse ma intanto su Instagram è partita una nuova battaglia: “Insieme a una serie di amici artisti abbiamo istituito l’unico fondo per aiutare i lavoratori dello spettacolo che non lavorano da più di un anno e mezzo e abbiamo raccolto in pochi mesi 4 milioni di euro“. Visto che “oggi avete come priorità aiutare i lavoratori, volevo farvi una piccola proposta: perché non chiedete ai tesorieri del vostro partito di decurtarvi una parte del 2 per mille che ricevete come finanziamento ai partiti e li date ai lavoratori dello spettacolo visto che oggi sono la vostra priorità?” incalza Fedez prima di assestare alla classe politica italiana l’ultimo colpo: “Vi do uno scoop incredibile: io non sono un vostro collega, io sono un rapper”.

da spettacoli.tiscali.it