RAFFAELLA CARRA’ RIVOLUZIONARIA DEL SESSO. LA CONSACRAZIONE DI “THE GUARDIAN”

DI CINZIA MARONGIU

Raffaella Carrà una rivoluzionaria del sesso. A scriverlo fa un certo effetto. Eppure a ben guardare la consacrazione internazionale appena piovuta addosso alla regina incontrastata della tv italiana, all’icona amata indistintamente da bambini, donne e uomini di generazione in generazione, alla paladina ante litteram dei diritti gay e della liberazione del corpo a botte di tuca tuca e di ombelico di fuori, con tanto di censura a vidimare lo scandalo, non si è troppo lontani da ciò che oggi scrive l’autorevole quotidiano britannico “The Guardian”.

Raffaella Carrà “ha insegnato all’Europa la gioia del sesso”, papale papale recita l’articolo che ripercorre 60 anni di storia nazionale attraverso la straordinaria carriera di Raffaella Carrà. Una che fin dagli inizi degli anni 70 cantava ancheggiando così: “(Ahahaha) A far l’amore comincia tu / Se lui ti porta su un letto vuoto / Il vuoto daglielo indietro a lui / Fagli vedere che non è un gioco / Fagli capire quello che vuoi/ (Ahahaha) A far l’amore comincia tu / E se si attacca col sentimento / Portalo in fondo ad un cielo blu / Le sue paure di quel momento / Le fai scoppiare soltanto tu”.

E che dire poi del “Tuca Tuca” con Enzo Paolo Turchi, censurato dall’allora rete unica Rai e riammesso in onda grazie alla bravata di Alberto Sordi? Così in occasione del lancio di ‘Explota explota’, musical cinematografico italo-spagnolo sulle canzoni più famose del caschetto biondo più famoso della tv, “The Guardian” scrive: “È stata una icona culturale che ha rivoluzionato l’intrattenimento in Italia e ha dato alle donne la possibilità di prendere l’iniziativa nella camera da letto”. Insomma, una donna libera, una macchina dell’intrattenimento che alle convenienze ha sempre preposto il suo istinto e la sua libertà di scegliere di fare solo ciò in cui credeva, ciò che le piaceva, senza guardare in faccia nessuno. E che senza tante tavole rotonde o manifestazioni di piazza ha contribuito non poco all’emancipazione dei costumi sessuali delle donne che per la prima volta si sentirono incoraggiate a prendere l’iniziativa anche in camera da letto, il tabù assoluto, pena l’essere scambiate per poco di buono.

E la Raffa nazionale? Il suo commento è pieno di orgoglio ma anche di understatement come si conviene a una donna che al dire ha sempre preferito il fare. “Stavolta la carrambata l’hanno fatta a me!”. E ancora: “Sono sorpresa, non mi aspettavo un tale riconoscimento… mi ha davvero colpita. E sono naturalmente onorata dal fatto che Nacho Alvarez abbia scelto proprio le mie canzoni per la sua Opera Prima… un cast sfavillante, tutti molto bravi e pieni di energia. Non nascondo che, quando ho visto il film e ho sentito le mie canzoni cantate da altri artisti, mi ha fatto un certo effetto, non capita spesso nei vari talent di sentirle riproporre. Auguro loro tutto il successo che meritano, anche perché il film esce in un momento particolare in cui sono ben altri i problemi delle persone, ma non ne hanno colpa e auguro loro che vada tutto per il meglio”. E intanto sembra di vederla mentre si inchina con quel colpo di reni che stenderebbe anche un pugile risollevarsi in un secondo e sfiorare il corpo del partner mentre accattivante e allusiva canta: “Si chiama: Tuca Tuca, Tuca, L’ho inventato io, Per poterti dire: “Mi piaci, mi piaci, mi piaci, mi piaci, mi pia!” Ti voglio, ah-ah!, Ti voglio, ah-ah-ah!, È tanto bello star con te, E quando ti guardo, lo sai cosa voglio da te”.

Da Tiscali